All’inizio di dicembre dello scorso anno alcuni soci hanno avviato un’iniziativa di “pressione” (tramite comunicazione a mezzo lettera o e-mail) sul Consiglio di Amministrazione di Mandacarù, avente come obiettivo la chiusura delle Botteghe Mandacarù di Trento e Rovereto nelle ultime due “Domeniche d’Avvento” (le due domeniche di dicembre che precedono il Natale).
Crediamo di rendere un servizio utile ai soci, rispetto al dibattito sempre aperto su questo argomento, riepilogando il percorso e le motivazioni delle decisioni assunte dalla Cooperativa in merito all’attività commerciale domenicale, confermando l’importanza di partecipare alla vita della Cooperativa, in una logica costruttiva, fatta di ascolto e dialogo: siamo convinti che solo considerando i problemi nella loro effettiva complessità sia possibile definire un percorso positivo di conoscenza.
Le motivazioni
Ci sembra inevitabile ripetere come da un punto di vista individuale ogni opinione pro o contro le aperture domenicali abbia una pari dignità ed argomenti ben fondati. Ma quello che ha portato la Cooperativa ad assumere la decisione di aprire in alcune domeniche di dicembre è stata la necessità di andare oltre le opinioni, per elaborare un pensiero che sintetizzasse gli scopi per cui lavoriamo tutti insieme. Questo pensiero, il cui nocciolo è condensato nella parte di documento politico che il Consiglio di Amministrazione ha elaborato nel 2002 (ripreso sul bollettino n. 2/2003), ci ricorda quali sono gli scopi fondanti della Cooperativa.
Riprendiamo di seguito, in maniera sintetica, le argomentazioni già presentate nei bollettini del 2002 e 2003.
1. Scopo del commercio equo e solidale (di seguito COMES): riteniamo primo dovere del commercio equo garantire il maggior accesso possibile al mercato dei prodotti del Sud del mondo a condizioni eque. Non è una nostra fissazione, ma viene ribadito in ogni occasione dai produttori che incontriamo e che ci testimoniano l’impatto positivo e concreto del COMES rispetto alle loro vite.
2. Valutazione della efficacia del messaggio: le aperture delle Botteghe sono occasioni per aumentare la consapevolezza dei consumatori. Anche nelle domeniche di dicembre 2003, abbiamo verificato che l’attività di comunicazione e di informazione può essere portata avanti anche in un contesto di buona affluenza nelle Botteghe, sia perché i prodotti del COMES sono di per sé un veicolo di informazione, sia perché nelle Botteghe si può creare comunque un ambito di relazione informativa con gli acquirenti. Questo secondo aspetto dovrà essere migliorato: abbiamo notato che ha un buon riscontro la presenza, accanto agli addetti alla vendita, di volontari con il compito di comunicare alle persone che entrano in negozio il significato del commercio equo.
3. Le realtà di COMES in Italia: la grandissima maggioranza delle altre organizzazioni del COMES italiane svolgono attività commerciale festiva durante i periodi in cui è maggiore la presenza di potenziali consumatori (periodi turistici, festività di dicembre, ecc.).
4. Coerenza: i mercatini domenicali e le aperture domenicali delle Botteghe hanno carattere simile. In particolare evidenziamo che la grande maggioranza dei mercatini realizzati dai soci e/o da gruppi/associazioni che promuovono il COMES sono realizzati in giornate festive (domenica, feste patronali, ecc.).
5. Importanza impatto economico sul bilancio della cooperativa: i dati dimostrano il forte impatto positivo delle aperture (di seguito presentato nel dettaglio).
6. Servizio ai consumatori: un’inchiesta effettuata domenica 22 dicembre 2002 a Trento (e in parte anche a Rovereto e Riva), su quasi trecento clienti delle Botteghe, ha rilevato che una sensibile maggioranza dei consumatori esprime una notevole soddisfazione per l’apertura domenicale (circa il 70% degli intervistati a Trento) e che per molti è stata un’occasione per conoscere il commercio equo.
7. Fini politici: vogliamo essere una realtà che “si sporca le mani” con attività che portano con sé anche contraddizioni. Sono queste attività che fanno da motore per cambiamenti culturali ed economici e, di pari passo, sociali e politici, nel Sud come nel Nord del mondo.
I numeri… Nel corso dell’anno di bilancio appena trascorso le vendite effettuate direttamente dalla Cooperativa nei giorni festivi ammontano complessivamente a 52.000 Euro – 100 milioni delle vecchie lire – grazie al contatto con oltre 4.000 consumatori. In questo dato si comprendono sia le aperture festive del mese di dicembre, che quelle effettuate in zone turistiche durante i mesi estivi o nel periodo delle “vacanze di Natale”. Rispetto a questo ammontare complessivo l’importo di 44.000 Euro fa riferimento alle vendite realizzate nelle Botteghe, mentre l’importo di 8.000 Euro si riferisce alle vendite festive realizzate presso i mercatini di Natale, ad esempio a Siror, od in altre occasioni analoghe. Accanto a queste vendite effettuate direttamente dalla Cooperativa vanno considerati i mercatini realizzati dai soci, e/o da gruppi/associazioni che distribuiscono prodotti del COMES nei giorni festivi, la cui incidenza sul fatturato della Cooperativa può essere stimata in 18.000 Euro.
Possiamo quindi stimare che le attività commerciali effettuate nei giorni festivi garantiscono:
• alla Cooperativa un fatturato di 70.000 Euro (dei quali 39.000 Euro nel mese di dicembre);
• ai produttori un accesso al mercato a condizioni eque per l’importo di 20.000 Euro.
…e la sostenibilità economica delle Botteghe
Riteniamo utile analizzare nel dettaglio l’impatto delle vendite effettuate nei giorni festivi sulle Botteghe Mandacarù di Trento, Rovereto e Riva del Garda, le Botteghe dove la Cooperativa ha investito in risorse umane retribuite, che affiancano i volontari. La scelta di investire in “lavoro retribuito” è stata assunta con l’obiettivo di investire sullo sviluppo e sulla strutturazione della rete di distribuzione dei prodotti del COMES, in modo da dare sempre maggiore continuità all’accesso al mercato dei produttori del Sud del mondo. La Cooperativa ha scelto, fin dalla fondazione, di “fare commercio equo”, privilegiando quest’opzione a quella di “parlare di commercio equo”.
Rispetto alle tre Botteghe presentiamo i dati di vendita, rapportandoli al “punto di equilibrio” tra i costi ed i ricavi della singola Bottega. Mandacarù ha definito dei parametri economici, cioè l’ammontare delle vendite che è necessario raggiungere, in modo da rendere economicamente sostenibile l’attività dei diversi punti vendita, e quindi degli investimenti correlati in strutture – immobili, arredo – ed in personale:
• Bottega Mandacarù di Trento: rispetto al punto di equilibrio/obiettivo di 412.000 Euro le vendite 2003 sono ammontate a 355.000 Euro, e di queste l’importo delle vendite nei giorni festivi è stato di 8.400 Euro, grazie al contatto con 520 clienti;
• Bottega Mandacarù di Rovereto: rispetto al punto di equilibrio/obiettivo di 216.000 Euro, le vendite 2003 sono ammontate a 178.000 Euro, e di queste l’importo delle vendite nei giorni festivi è stato di 4.800 Euro, grazie al contatto con 360 clienti;
• Bottega Mandacarù di Riva del Garda: rispetto al punto di equilibrio/obiettivo di 205.000 Euro le vendite 2003 sono ammontate a 171.000 Euro, e di queste l’importo delle vendite nei giorni festivi è stato di 16.300 Euro, grazie al contatto con 1.210 clienti.
Il percorso decisionale
La Cooperativa ha iniziato la sua attività nel 1990 e fino al 1996 ha scelto di non aprire la domenica le attività commerciali gestite direttamente. I soci ed i gruppi impegnati nella promozione dei prodotti del commercio equo si sono invece da sempre impegnati in quest’attività in particolare nei giorni festivi, organizzando mercatini e promozioni dei prodotti del commercio equo e solidale alle fiere locali, nelle feste patronali ed in generale nei giorni di festa nelle zone di maggior passaggio di possibili consumatori.
A partire dal 1997 è stata avviata la gestione estiva di una mostra-mercato presso il Santuario di Pietralba- Weissenstein, in collaborazione con tutte le Botteghe del COMES del Trentino -Alto Adige/ Südtirol, mostra-mercato che è stata gestita fino all’anno 2000. L’apertura della mostra-mercato è avvenuta in forma continuativa, cioè tutti i giorni della settimana, a partire dalla metà di luglio fino alla metà di agosto, aprendo quindi sia tutte le domeniche all’interno di questo periodo, che nel giorno di Ferragosto.
Dall’estate del 1998 è stata aperta la Bottega Mandacarù di Riva del Garda, i cui orari di apertura sono stati da subito molto influenzati dalla “stagionalità turistica”. Così la Bottega Mandacarù di Riva del Garda, fin dal primo anno di attività, ha aperto gran parte delle domeniche estive e la quasi totalità delle giornate festive di dicembre.
Nel 2000 in seguito alla necessità di “recuperare” la chiusura forzata della Bottega Mandacarù di Trento per i lavori di ristrutturazione, è stata decisa l’apertura di due domeniche di dicembre.
Nel corso del 2001 sono state aperte due Botteghe i cui orari di apertura sono stati influenzati dal flusso turistico delle zone in cui operano:
• la Bottega Mandacarù di Predazzo avviata nell’estate ha aperto sia in alcuni giorni festivi del periodo estivo, che in alcuni momenti festivi di dicembre;
• la Bottega Mandacarù di Lavarone ha avviato la prima apertura “sperimentale per i mesi estivi” ed in tale periodo estivo ha aperto anche nei giorni festivi.
L’apertura sperimentale della Bottega di Lavarone è stata poi trasformata in Bottega “fissa” nel corso del 2002, aggiungendo alle aperture festive del periodo estivo le aperture festive nel periodo delle “vacanze di Natale”.
Quindi nel 2002 il Consiglio di Amministrazione, dopo aver assunto il documento politico-programmatico 2002-2004, che indirizza tutta l’attività della Cooperativa, ha valutato l’opportunità di introdurre l’apertura in alcuni giorni festivi di dicembre sia nelle Botteghe Mandacarù di Trento e Rovereto, che nelle nuove Botteghe che man mano si sono avviate – Fiera di Primiero, Mezzolombardo, Cles, Tione e Lavis – definendo il calendario delle aperture a seconda del contesto. Tale decisione è stata discussa e ampiamente confrontata con la base sociale nel corso di molteplici incontri territoriali, organizzati in tutto il Trentino.
L’Assemblea dei soci del maggio 2003 ha poi approvato all’unanimità il bilancio dell’esercizio 2002, il primo anno di bilancio in cui tutte le Botteghe Mandacarù hanno aperto in alcune giornate festive nel mese di dicembre.
Il difficile equilibrio tra coerenza individuale e pratica collettiva
La questione delle aperture domenicali, al di là del fatto che contiene elementi che riguardano la più generale problematica di cosa debba essere il commercio equo (in questo si riallaccia molto bene alla questione dei pacchi regalo per Natale, che anni fa furono egualmente contestati) ci pone di fronte ad alcuni elementi profondi circa il senso della nostra partecipazione ad un progetto comune. Ad esempio, se è vero che Mandacarù è un luogo in cui si incontrano e collaborano molte “anime”, non riteniamo corretta l’introduzione nel nostro ambito di modelli di coerenza rigidi, che fanno parte a buon diritto delle scelte individuali, ma che mal si sposano con il nostro contesto variegato. Non riteniamo giusto che la scelta personale di alcuni divenga un vincolo assoluto per la Cooperativa.
Se il ragionamento connesso alle chiusura di Trento e Rovereto nelle “domeniche di Natale” fosse condiviso, questo porterebbe per onestà intellettuale a ridiscutere anche altri ambiti operativi della Cooperativa, quali ad esempio il nostro rapporto con i supermercati, la nostra politica sui pacchi dono, i nostri acquisti di immobili da adibire a Botteghe ed uffici, la stessa presenza di dipendenti stipendiati e altro ancora.
Crediamo che i concetti di “commercio” (un ambito in cui noi ci atteniamo a quasi tutte le regole del mercato, tranne che per i rapporti con i produttori) ed “equo” (un concetto relativo, di per sé confinato al significato che le organizzazioni del commercio equo danno a questa parola) non autorizzino nessuno a caricare il commercio equo e solidale di compiti assoluti, di radicalità e sovvertimento delle regole.
Vogliamo contribuire a cambiare il mondo in meglio ma siamo consapevoli che l’apporto diretto della Cooperativa e del commercio equo in generale è quello di mostrare concretamente la possibilità di correggere, in zone limitate, alcuni dei fallimenti dei mercati internazionali (vedi esempi nel dialogo fra una produttrice e una operatrice pubblicato su questo numero del bollettino). Come effetto indiretto dell’azione del commercio equo si manifesta anche una “pressione” sulle imprese tradizionali: l’esistenza di consumatori equosolidali viene gradualmente percepita e ciò induce un cambiamento verso un commercio più attento alle ricadute sociali.
Queste sono solo alcune delle questioni profonde che dobbiamo affrontare, al di là della vicenda delle “domeniche d’oro”.