
Tutti nello stesso piatto
Festival Internazionale di
Cinema Cibo & Videodiversità
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Tutti nello stesso piatto
I vincitori
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Presentati ieri sera i film vincitori di Tutti nello stesso piatto, il festival internazionale di cinema, cibo & videodiversità organizzato da Mandacarù. Consegnato anche il premio al miglior Corto d’evasione, assegnato da sei detenute della Casa circondariale di Rovereto, e il premio del pubblico per la fiction.
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Trento, 4 dicembre 2009 – La vita quotidiana di una famiglia contadina di un piccolo villaggio moldavo, raccontata nel film “Il ponte dei fiori”, è il miglior lungometraggio tra quelli presentati a “Tutti nello stesso piatto”, il concorso cinematografico internazionale organizzato dalla cooperativa Mandacarù.
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Ad assegnare il primo premio la giuria composta da Katia Bernardi (presidente), Gianluigi Bozza, Alessandro Angelini e dalla direttrice del festival Beatrice De Blasi. I giurati hanno apprezzato in modo particolare la qualità delle opere presentate, sia sotto il profilo cinematografico ed espressivo, sia per la varietà e l’originalità delle tematiche affrontate.
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Per la categoria miglior cortometraggio il premio è stata assegnato ex aequo a “Il gatto e il topo”, una storia sconosciuta in cui i resti del cibo riciclati sono al contempo una forma di speculazione della miseria e un tentativo di riscatto e di sostentamento della propria famiglia da parte dei giovanissimi protagonisti, e “Basilico & ortiche”, in cui il cibo diventa strumento per esprimere la propria identità, ma anche linguaggio di comunicazione, di libertà e creatività tra più generazioni.
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Accanto alla giuria ufficiale, anche quella composta da sei detenute della Casa Circondariale di Rovereto, partecipanti al progetto Diritti da Gustare gestito da Mandacarù proprio all’interno del carcere di Rovereto, che ha assegnato il premio al miglior Corto d’evasione a “Caffè e Allah”, che in modo leggero ha raccontato una storia in cui si intrecciano culture molto diverse tra di loro ricordando allo spettatore che il cibo è un dono.
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Il Premio del pubblico per la fiction è stato assegnato a “Focaccia blues” di Nico Cirasola.
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Ben 123 sono state le iscrizioni al Festival in soli tre mesi dal lancio del concorso, tra luglio e settembre: 28 dall’Asia, 1 dall’Oceania, 18 dall’America Latina, 12 dall’Africa, 27 dagli Stati Uniti, 2 dal Medio Oriente e 35 dall’Europa. “Un dato impressionante se si considera che siamo alla prima annualità di un festival tematico – ha dichiarato la direttrice del festival Beatrice De Blasi – Questa è la dimostrazione della bontà del tema scelto, della sua vocazione internazionale e della pluralità di voci intervenute sui diversi argomenti”.
Durante il festival sono stati proiettati 48 titoli, in larga parte inediti per il pubblico europeo: i 24 documentari (lungometraggi) hanno mostrato aspetti e storie legate alla produzione alimentare che hanno commosso, sconvolto, fatto riflettere. I 20 cortometraggi del concorso Corti d’evasione hanno divertito, disturbato, spiazzato. I 4 film hanno appassionato e intrattenuto, in qualche caso indignato e toccato nel profondo.
Si conclude così l’edizione 2009 del festival, ma “Tutti nello stesso piatto” continua. “Faremo di ‘Tutti nello stesso piatto’ quasi un festival permanente – ha precisato la De Blasi - collaborando con biblioteche, Comuni, associazioni e scuole per dare continuità alle proposte del festival e, grazie a rassegne collaterali, terremo vivi i temi affrontati”.
Di seguito le motivazioni della giuria e le menzioni speciali assegnate:
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CATEGORIA MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
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Primo premio a:
PODUL DE FLORI / IL PONTE DEI FIORI di Thomas Ciulei, presenta la vita quotidiana nel corso delle stagioni di una famiglia contadina di un piccolo villaggio moldavo. In un mondo in cui molti partono per cercare una vita migliore, ci sono altri che devono restare a casa.
L’autore riesce con efficacia poetica e con rigore documentaristico a tratteggiare i vari componenti di questa famiglia composta da un padre e tre figli con la presenza/assenza della madre emigrata in Italia.
Il lavoro agricolo nelle varie stagioni dell’anno, la preparazione e la condivisione del cibo, l’impegno nelle piccole cose esprimono la forza e il senso del vivere insieme.
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Menzione speciale a:
THE PRICE OF SUGAR / IL PREZZO DELLO ZUCCHERO di Bill Haney per l’efficacia della narrazione che testimonia lo sfruttamento dei lavoratori haitiani nelle piantagioni dominicane di canna da zucchero e dimostra come la schiavitù sia ancora una drammatica realtà. La menzione speciale inoltre vuole essere l’occasione di una denuncia: Padre Christopher Harley, leader della protesta dei contadini e protagonista del film, è stato purtroppo rimosso dal suo incarico e trasferito in Etiopia, privando i contadini di Haiti del suo prezioso aiuto.
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OUR DAILY BREAD / IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO di Nikolaus Geyrhalter, per il rigore linguistico estremo con cui, avvalendosi soprattutto di immagini e rumori con sequenze di realistica crudezza, rappresenta l’universo della produzione alimentare nella società occidentale che manipola radicalmente i processi naturali.
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LE SEIGNEUR DE DARJEELING / IL SIGNORE DEL DARJEELING di Richard Martin-Jordan e Xavier de Lauzanne, per la professionalità narrativa e per la capacità di descrivere con puntualità come la produzione e il mercato del commercio equo e solidale possano costituire una forma importante di tutela delle tradizioni, di sviluppo economico equilibrato a livello locale e di realizzazione di progetti personali non guidati dalla mera logica del profitto.
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CHEYENNE, TRENT’ANNI di Michele Trentini e Marco Romano, per la straordinaria profondità umana di Cheyenne che i registi hanno sapientemente saputo cogliere e comunicare rendendoci partecipi della vita della protagonista e del suo rapporto con la natura, trasmettendo in maniera semplice e diretta un forte messaggio di libertà.
CATEGORIA MIGLIOR CORTOMETRAGGIO
Primo premio ex aequo a
MOUSH VA GORBE / IL GATTO E IL TOPO di Bijan Zamanpira e Nahid Ghobadi, per la sua grande poetica e la capacità di emozionare attraverso il racconto di una storia sconosciuta in cui i resti del cibo riciclati sono al contempo una forma di speculazione della miseria e un tentativo di riscatto e di sostentamento della propria famiglia da parte dei giovanissimi protagonisti.
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BASILICUM & BRANDNETELS /BASILICO & ORTICHE di Leyla Everaers, perché il cibo diventa strumento per esprimere la propria identità e la propria capacità ma anche linguaggio di comunicazione, di libertà e creatività tra più generazioni.
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Menzione speciale a:
AMSAJA (DUL) / LEONESSA (E) di Jae-Hee Hong, perché con ironia surreale la solidarietà femminile permette una paradossale forma di riscatto e attraverso il cibo emancipa dalla schiavitù.
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LA SAINT FESTIN / IL PRANZO DELLA FESTA di Anne Laure Daffis e Léo Marchand . Film di animazione che racconta in chiave grottesca come la vera festa per un orco sia quella dell’amore negando la schiavitù della propria natura.
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CATEGORIA MIGLIOR CORTO D’EVASIONE
COFFEE & ALLAH / CAFFE’ E ALLAH di Sima Urale, perché in modo leggero la regista racconta una storia in cui si intrecciano culture molto diverse tra di loro ricordandoci che il cibo è un dono.