Il Commercio Equo e Solidale (Fair Trade) nasce in Olanda alla fine degli anni Sessanta con la fondazione di Sos Wereldhandel (l’attuale Fair Trade Organisatie), la prima organizzazione per l’importazione di prodotti equi e solidali, e da qui si è diffuso in tutta Europa, negli Stati Uniti e in Giappone.
Alla fine degli anni Ottanta hanno fatto la loro comparsa anche in Italia le prime Botteghe del Mondo (risale al 1985 l’apertura della prima Bottega a Bolzano e al 1988 la nascita di CTM-Altromercato), che hanno cominciato a proporre un modello alternativo di commercio, con l’obiettivo di promuovere migliori condizioni di vita in Paesi economicamente poveri del Sud del Mondo.
Nelle Botteghe vengono commercializzati beni provenienti da gruppi di produttori organizzati, scelti secondo criteri equi e solidali ben precisi e legati ad una politica di solidarietà internazionale mirata alla promozione dei diritti delle popolazioni di questi Paesi, alle persone che prendono parte a questo tipo di movimento.
L’impegno della cooperativa Mandacarù è indissolubilmente legato alla cooperazione con i piccoli produttori di Africa, Asia e America Latina: tale cooperazione rappresenta il significato caratteriale del movimento del commercio equo e solidale, che, con il proprio modello cooperativistico, si propone come compensativo alle regole vigenti nel mercato globalizzato.
Gli interlocutori privilegiati del commercio equo e solidale sono comunità organizzate secondo i principi di democrazia di base che prevedono la partecipazione collettiva al processo decisionale e che perseguono logiche di autosviluppo. Si sceglie di privilegiare gruppi di produttori riuniti all’interno di una struttura organizzativa di tipo cooperativistico, dove l’attività produttiva, così come l’accesso ai mezzi di produzione, deve essere ripartita equamente tra tutti i componenti del gruppo, senza distinzione di sesso, età, condizione sociale e religione. Si sceglie di privilegiare gruppi di persone discriminate, svantaggiati e oppressi, evitando intermediari o grossisti locali che potrebbero, in qualsiasi modo, lucrare sul lavoro dei produttori.
Eventuali utili delle organizzazioni di produttori vengono reinvestiti nell’attività lavorativa o utilizzati a beneficio sociale della comunità negli ambiti dell’educazione, dell’assistenza sanitaria ecc.
Il prezzo d’acquisto nei luoghi di produzione dei prodotti destinati al commercio equo e solidale deve essere il più equo possibile, il che significa che il prezzo viene deciso in un’ottica di cooperazione comune.
Dal lato della commercializzazione i prodotti vengono qui venduti a un prezzo trasparente, che rivela chiaramente la percentuale corrisposta al produttore e la percentuale delle spese di attività. La distribuzione dei prodotti avviene attraverso la rete delle Botteghe del commercio equo e solidale, cooperative di persone che s’interessano alle problematiche del Sud del Mondo e che lavorano per l’instaurazione di strutture di commercio più giuste.
La Cooperativa Mandacarù è firmataria della Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale, definita nel 1999 assieme a tutti gli importatori italiani e alle principali Botteghe del Mondo e fa parte della Associazione Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale (AGICES), nata nel 2003 per promuovere e tutelare il Commercio Equo e Solidale in Italia e per rappresentare a livello nazionale tutte le organizzazioni italiane di commercio equo che si riconoscono nella Carta dei Criteri.
La Cooperativa Mandacarù è socia di CTM-Altromercato, consorzio che riunisce più di 350 Botteghe del commercio equo attive in Italia ed in alcuni paesi europei, lavorando in stretta collaborazione con 150 gruppi di piccoli produttori in Asia, Africa e America Latina.
A livello internazionale è legata, seppur indirettamente a: