L’artigianato, in Perù, è un’attività praticata essenzialmente da quella fascia di popolazione con diretta ascendenza indigena, non integrata nei settori dell’economia formale e, quindi, fondamentalmente povera. La povertà di questi segmenti della popolazione è dovuta alla loro “lontananza” culturale e linguistica rispetto al modello dominante ed all’inaccessibilità delle risorse economiche, appannaggio di pochi ricchi.
“Los clientes no compran por la solidaridad, ellos principalmente esperan un buen producto”, dice Norma Velásquez di Minka. Gli artigiani peruviani, che pur dispongono di una forte ricchezza espressiva, precipitato della loro secolare cultura, ignorano completamente i gusti dei consumatori dei propri prodotti.
Con il fine di rafforzare la capacità produttiva degli artigiani peruviani e favorire la loro inserzione nel mercato equo solidale, il progetto ha analizzato il potenziale evolutivo dei prodotti peruviani, salvaguardando i bisogni espressi e gli stilemi della cultura andina.
Il lavoro è stato condotto con 40 gruppi di base associati a CIAP e Minka, coinvolgendo direttamente più di 2.000 artigiani sparsi in tutto il Paese: dai pueblos jovenes di Lima, alla sponde del lago Titicaca, dalle aree rurali del dipartimento di Cusco a quelle di Ayacucho, zona dove si è concentrata in maniera indiscriminata la violenza e la repressione politica negli anni ottanta e novanta.
Il progetto, avendo avuto una ricaduta economica su quasi 15.000 persone ha risposto, almeno in parte, alle richieste pressanti che gli artigiani del Perù rivolgono a tutto il movimento del commercio equo: avere più ordini e disporre di informazioni sulle tendenze del mercato. A tal fine, oltre al lavoro della consulente designer in Italia, il progetto è stato implementato in Perú grazie al supporto di due persone dell’operativo Ctm, che hanno lavorato tanto con i coordinatori delle organizzazioni a Lima, quanto direttamente con i produttori sul campo.
Un altro obiettivo, forse non previsto, è stato raggiunto dal progetto, ovvero avvicinare i produttori ai consumatori, orgogliosi i primi di avere ospitato i “compratori italiani” ed aver condiviso con loro la propria realtà, onorati i secondi dell’accoglienza e dell’affetto ricevuto da persone tanto lontane ma così vicine.
Alcuni dati sul progetto:
- Produttori coinvolti (beneficiari diretti): circa 2.400 artigiani indigeni
- Beneficiari indiretti: circa 15.000 persone, fra mogli, mariti, figlie e figli degli artigiani
- Dipartimenti peruviani nei quali è stato eseguito il progetto: 4 (Lima, Ayacucho, Cusco, Puno)
- Soggetti istituzionali italiani coinvolti nel progetto: Cooperativa Mandacarù (Trento), Consorzio Ctm altromercato (Bolzano), Provincia Autonoma di Trento, Associazione Cuore Amico (Brescia), Associazione Café (Pavia)
- Personale impiegato direttamente nel progetto: 8 persone, delle quali 3 italiane e 5 peruviane
- Vendita di prodotti in Italia (circuito Ctm): prima del progetto (anno 2000-01) Minka 74.000 Euro, Ciap 79.000 Euro; dopo il progetto (2002-03): Minka 135.000 Euro, Ciap 92.000 Euro
- Costo del progetto: 11.000 Euro circa

