L’idea di sviluppare un progetto di cooperazione allo sviluppo per la realizzazione di negozi di commercio equo in India nasce dalla fondatrice di Sasha, Shabbi Kohli.
Sasha già da alcuni anni ha aperto un proprio punto vendita a Calcutta. Questo spazio ha come target principale però grossisti ed operatori del settore: l’idea era principalmente quella di realizzare uno showroom per il mercato “wholesale”. Si tratta di uno spazio di circa 90 mq dove sono esposti i prodotti di artigianato realizzati dai gruppi di produttori sostenuti da Sasha. Il negozio si trova in una buona zona commerciale ma in una via secondaria poco visibile.
Partendo da questa esperienza diretta e dalla visita della rete di botteghe del commercio equo in Italia e all’estero nasce l’idea all’interno dello staff di Sasha di realizzare negozi in India rivolti questa volta al consumatore finale per distribuire i prodotti di artigianato realizzati dai piccoli produttori legati al network Sasha e per promuovere i principi e la filosofia del Fair Trade.
Nell’ottobre 2002 la fondatrice di Sasha, Shabbi Kohli, propose quest’idea al direttore del Consorzio Ctm altromercato Paolo Brichetti in occasione della conferenza di IFAT (International Federation of Alternative Trade) ad Assisi. Questa proposta di progetto è stata ritenuta da Ctm altromercato molto interessante ed innovativa e perfettamente rispondente alla propria visione di sviluppo di lungo periodo.
Uno degli elementi caratterizzanti di questo progetto è la partecipazione paritaria tra organizzazioni non profit del nord e del sud del mondo. In particolare si intende costituire una società a responsabilità limitata (private limited) il cui capitale sarà suddiviso in maniera paritaria (50% e 50%) tra Sasha e il consorzio Ctm altromercato. Questa nuova organizzazione privata sarà vincolata ad investire gli utili eventualmente generati in investimenti di sviluppo in India. La realizzazione di tale struttura permetterà di dare una visione di lungo periodo al progetto.
